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Botanica - Betulla, amante del sole

In natura la troviamo sempre al margine della vegetazione, nelle radure, in foreste rade e luminose

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* Rubrica a cura di Alessandro Mesini, esperto del verde (6)


Da sempre nel nostro immaginifico la betulla richiama il freddo, la montagna, le gradi foreste e le sconfinate distese del Nord. E il legame, in effetti, esiste. Scesa al di sotto delle Alpi in epoca glaciale la betulla, capace di resistere fino a –30°C, è sopravvissuta e si moltiplica all’interno dei boschi misti senza mai divenire essenza dominante. 

Nei nostri boschi la betulla è facilmente individuabile dal colore bianco della corteccia che subito risalta a contrasto con il resto del bosco, ma un osservatore più attento ed esperto riconosce la forma e il colore delle foglie, il loro particolare movimento che asseconda anche il più leggero degli aliti di vento e la rende così preziosa, la luminosità che la sua presenza porta. La corteccia, unica nel suo genere, di colore fra il bianco e l’argento si stacca in sottili strati cartacei trasversali, quasi trasparenti, arrotolati su se stessi come fossero il risultato di un colpo di pialla.

L’esile betulla, in realtà, può diventare un albero poderoso capace di raggiungere i 25 metri di altezza, anche se la chioma resta slanciata, rada e di forma conica, e non si tende al allargarsi eccessivamente raggiungendo al massimo un diametro di 9 metri. 


L’aspetto leggero, quasi piumoso, è dato dai giovani rami secondari, penduli o semipenduli, assurgenti solo nella parte alta della chioma, che portano piccole foglie di forma variabile, fra l’ovoidale e il triangolare, verde chiaro, dal margine doppiamente seghettato. I fiori, poco appariscenti, sono raccolti in amenti penduli portati all’estremità dei rami dell’anno precedente. Quelli maschili sono lunghi, color nocciola, in numero di due o tre, quelli femminili, corti, verdi e singoli. Compaiono prima delle foglie e, come nel nocciolo, la fecondazione è anemofila. I frutti sono acheni muniti di una doppia ala membranosa che ne facilita la diffusione. 

Sono piante fortemente eliofile, in natura le troviamo sempre al margine della vegetazione, nelle radure, in foreste rade e luminose. Crescono con forza solo in terreni freschi, meglio se umidi, ma senza ristagni, organici e tendenzialmente acidi.  

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