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Vinca minor, la pianta dell'amicizia

Per individuarla ci vuole il giusto colpo d’occhio, scopriamola insieme

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* Rubrica a cura di Alessandro Mesini, esperto del verde (2)

Pochi sanno che il nome Vinca, quello del genere, ha nel latino “vincire” la sua radice. Significa “legare” e fa riferimento alla flessibilità dei fusti che in passato erano utilizzati proprio per questo scopo specifico. I fusti che si allungano sul terreno possono essere d’inciampo, ma la pianta nel linguaggio dei fiori ricorda la solidità dei legami, in particolar modo l’amicizia. Pianta discreta, eppure festosa, può essere considerata un buon augurio per questa Pasqua insolita. Vinca e pervinca non sono due piante diverse, in realtà sono soltanto il nome latino (vinca) e il corrispondente corretto italiano (pervinca) anche se il primo è ormai entrato nell’uso corretto da lungo tempo. Vinca minor, pervinca minore, ci affascina per la fioritura intensamente colorata che riesce a liberarsi dell’ombra dove cresce e che la protegge dal sole che ne sbiadirebbe i fiori. Per scoprirla ci vuole il giusto colpo d’occhio perché non sempre cattura subito la nostra attenzione.
I fiori, del caratteristico color viola azzurro sono portati da un corto peduncolo (1-1,5 cm) posti all’ascella delle foglie superiori, sempre isolati. Il calice che inguaina la corolla ha denti triangolari, la corolla imbutiforme non ha petali ma lobi. Ogni lobo, cinque in tutto, ha forma tronca con margine ondulato e alla fauce sono dotati di piccole squame che nel loro insieme formano una piccola corona di colore più marcato. Il diametro del fiore è compresa fra i 2,5 e i 3 cm. 
Le foglie, di colore verde lucido, scure, sempreverdi, opposte, intere, coriacee ma piacevoli al tatto, brevemente picciolate, lunghe fino a 3,5 cm, sono di forma ovato - lanceolata. Sono portati da fusti che distinguiamo in sterili, quando si allungano sul terreno e servono alla pianta per allargarsi, e fertili, quando si elevano e portano fiore.

Si spinge fino a 1.200 metri di quota prediligendo i boschi freschi e luminosi o il limite della vegetazione protetta magari da una macchia di rovi o da un avvallamento del terreno, non di rado si può trovare a margine dei castagneti, lungo le siepi e negli incolti.
La sua presenza diventa evidente nel periodo della fioritura perché nel prosieguo della stagione, pianta tappezzante, può essere dissimulata dalla crescita di altre specie.

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