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Il gusto della montagna: formaggi d'alpeggio e pranzi in rifugio

Macagn e caprini. Riti, tradizioni e i buoni prodotti dell'ambiente montano che all'Oasi sono valorizzate da giovani

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Case di pietra circondate da un mare verde. Vista strepitosa, accoglienza schietta, cucina autentica. E animali al pascolo. Sono i rifugi e gli alpeggi dell’Oasi Zegna: i custodi delle tradizioni di montagna, dei segreti della lavorazione del latte e della produzione casearia artigianale. Racchiude gli aromi dei pascoli che lo vedono nascere, il formaggio Macagn dell’Alpe Moncerchio, isolato sulle pendici del Monte Cerchio, che d’estate si coprono di rododendri selvatici. Si raggiunge con una facile passeggiata dal Bocchetto Sessera, valico che s'incontra lungo la Panoramica Zegna. Solo due chilometri di cammino, ed ecco la conca verde dove pascolano le mucche, tutte Pezzata Rossa di Oropa. La razza biellese produttrice del Macagn che i nonni di Giada, giovane donna alla guida dell’alpeggio, allevavano già un centinaio di anni fa. È lei a mantenere vive tradizioni di famiglia e il rito antico della transumanza, portando gli animali dall’azienda in collina ai pascoli in quota dell’Oasi Zegna, dove restano da maggio fino a ottobre. Nella bella stagione anche il cuore della produzione casearia dell'azienda si trasferisce all’alpeggio, dove si produce il Macagn, con il pregiatissimo latte di una settantina di mucche che mangiano solo erba e fieno (non il mangime) e vivono all’aperto 24 ore su 24. La lavorazione è intensa: il latte viene munto due volte al giorno (alle 4.30 di mattina e alle 18.30) e subito cagliato. Dopo circa 40 giorni il formaggio è pronto e venduto all'alpeggio in forme intere. Pratiche e saperi della cultura rurale montana che all’Alpe Margosoio si possono scoprire dal vivo, anche grazie a laboratori e dimostrazioni tenute nella grande aula didattica che affianca la malga.

L’Alpe Moncerchio è anche agriturismo con 14 letti divisi in tre grandi stanze, modulabili a seconda delle esigenze, e ottima cucina basata sui prodotti dell’azienda di famiglia. Macagn, certamente, ingrediente principe del riso in cagnone, ma anche carni e salumi come salame di toro e di capra, lardo e mocetta. Due i piatti consigliatI da Giada: il musetto di toro al ristretto di balsamico e il cotechino servito con una cremina unica di Macagn. Da maggio a ottobre l’Alpe Moncerchio è sempre aperto, a pranzo e a cena, ma ci sono appuntamenti speciali come Transumando, la festa della migrazione stagionale che cade ogni anno l’ultima domenica di maggio, con il pubblico al seguito delle mandrie, lungo l’antica strada degli alpigiani, verso l’Alpe Moncerchio e l’Alpe Campelli. O come la Giornata degli Alpeggi, a giugno, dedicata alla riscoperta e la valorizzazione del mondo alpigiano, elemento essenziale dell’identità delle montagne biellesi, ma anche attività economica sostenibile caratterizzata da un rapporto armonico tra uomo e natura.
Tradizione, però, non significa non stare al passo coi tempi o non saper incontrare i gusti e le esigenze dei giovani: una vitalità quella dell’Alpe Moncerchio che colpisce, e si esprime in camp estivi per ragazzi, workshop tematici, cena a tema nella notti di agosto, con possibilità di dormire in tenda per godersi incredibili stellate.
Info: sempre aperto da fine maggio a ottobre, 339.7289682, alpemoncerchio.it. 

L'Alpe Moncerchio
L'Alpe Moncerchio
Le sdraio al sole nei prati che si vedono passando in uno dei punti più panoramici della Panoramica Zegna sono già un invito a fermarsi. Per spaziare con lo sguardo sull’intera Valsessera, dal Monte Barone al Monte Bo, dietro la quale, nelle giornate più limpide, si vede apparire il massiccio del Monte Rosa, in tutta la sua grandiosità. Ma la vista non è l’unico motivo per fermarsi alla Bocchetta Margosio: il chioschetto che mette a disposizione le sdraio ai suoi ospiti è dell’Alpe Margosio, altro alpeggio estivo e caseificio dell’Oasi Zegna dove Nicola e la moglie Valentina portano le loro capre, da giugno a fine settembre. Una cinquantina, sufficienti per produrre un’ampia varietà di buonissimi formaggi: robiola, caprino, cacioricotta, crottin (formaggio di capra a crosta fiorita), quelli freschi. Poi ci sono gli stagionati: un erborinato chiamato Eretico e la caciotta Agrit. Tutti prodotti a latte crudo, che si possono acquistare nel chiosco, luogo ideale per una sosta golosa con panini e miacce, succo di mela e birre artigianali del Microbirrificio JEB di Trivero. Per un pranzo più sostanzioso (e per visitare il caseificio) si può prenotare all'alpeggio, a 10 minuti a piedi dal chiosco, dove la cucina è aperta solo di sabato e domenica per una ventina di persone. Il menu è fisso e da bere si può oridnare solo vino e acqua di fonte: oltre ai formaggi, Valentina e Nicola offrono anche qualche salumedi loro produzione, come il salame di capra e la paletta cruda. Poi polenta concia, o qualche altro piatto tipico biellese; da bere solo vino e acqua di fonte.
Info: Strada Panoramica Zegna, Località Bocchetto di Margosio, cell. 340.6438771, 347.9148768

L'Alpe Moncerchio
I formaggi dell'Alpe Margosio
È una tappa sul percorso di alcune delle più belle e impegnative passeggiate dell’Oasi Zegna. E da qualche tempo è anche molto in voga tra gli appassionati di trekking notturni: camminatori armati di torce e lampade frontali che arrivano qui per cena e poi ripartono, o si fermano a dormire nelle camerate. In realtà, se si lascia l’auto al Bocchetto Sessera, non si deve faticare molto per arrivare al Rifugio Piana del Ponte: 50 minuti a piedi lungo una strada sterrata che si può fare anche in mountain bike. In alternativa, ci si avvicina in auto fino alla Casa del Pescatore e si cammina solo una trentina di minuti. Il rifugio si trova in Alta Valsessera, la zona più selvaggia dell’Oasi Zegna, ed è un luogo idilliaco: 3 piccole baite, più un bivacco sempre aperto. Intorno solo prati e silenzio, interrotto dal rumore del torrente in sottofondo. I letti occupano due strutture, nell’altra c’è la cucina dove Alessandra, altra giovane donna cui si deve la valorizzazione di strutture che sono parte integrante del patrimonio paesaggistico montano, accoglie gli ospiti con pane e dolci fatti in casa (provate la sua panna cotta) e pochi semplici piatti. La classica polenta concia, il tomino con marmellata di cipolle, lasagne, verdure, coniglio con polenta, da gustare su tavoli all’aperto, a due passi da boschi popolati da volpi, cervi, caprioli. Nei mesi più tranquilli non è raro vederli, soprattutto di notte. Ma luglio e agosto sono mesi di grande animazione per il rifugio, tra escursionisti, camp per bambini, famiglie in gita e ragazzi che vengono qui a tuffarsi nelle piscine naturali del torrente Sessera. E poi ci sono le cene a tema organizzate da Alessandra, come la cena della birra, il 21 luglio, e concerti, fra cui quello del gruppo folk piemeontese Quinta Rua il 22 luglio
Info: luglio e agosto sempre aperto, a pranzo e cena,  giugno, settembre e ottobre aperto il fine settimana,  cell. 366 3976595, rifugiopianadelponte.wixsite.com.


L'Alpe Moncerchio
Dolci e pane fatti in casa al Rifugio Piana del Ponte

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