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Polenta in tavola

Concia, moja, maritata. Ecco come si cucina all'Oasi il piatto forte dell'inverno

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Morbida, fumante e "conciata" con abbondante burro, toma e maccagno. Curiosi di assaggiare la polenta “cunsa”, regina della tradizione biellese? Salite al Rifugio Monte Marca sulla cima più alta dell'Oasi, a 1620 metri di quota. Oltre alla concia, la polenta - qui rigorosamente preparata con farina di mais macinata grossa in antico mulino a pietra della zona - accompagna carni stufate e taglieri di salumi e formaggi locali. Piatti rustici, come si vuole nei rifugi, da gustare sulle ampie terrazze esterne, se c'è una giornata di sole, con vista a 360° gradi su Alpi e pianura.

Il maccagno, il più famoso tra i vaccini locali, è usato anche per la polenta moja, piatto forte della Locanda Bocchetto Sessera, a 1380 metri, lungo la Panoramica Zegna. Ispirata a una ricetta tipica della Val Di Cervo, è una delle specialità della Signora Teresa che vi sorprenderà con le sue palline di polenta, simili a quelle del gelato, affogate in una crema di formaggi fusi insieme con la panna. La Locanda, ospitata in un edificio dalle origini antiche, è a due passi dal sentiero ad anello del Bosco del Sorriso e dalle piste di fondo.

Sempre a Bielmonte, il Ristorante Chalet Bielmonte vale una sosta per gli ottimi gnocchi di farina di mais con ortiche e fonduta di maccagno. E la paletta di Coggiola? Raggiungete l’Agriturismo Oro di Berta, a Portula, dove il tipico salume biellese si serve con polenta maritata, ovvero una polenta molto aromatica ottenuta con un mix di farina integrale di mais e sbramatura di castagne. Piccola azienda agricola biologica immersa tra i castagneti, con quattro camere per gli ospiti e buona cucina a base di verdure dell’orto, erbe selvatiche e prodotti a chilometro zero, l'agriturismo di Paola e Stanis è il posto perfetto per gustare anche ottime zuppe fumanti, come quella di funghi e castagne.

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