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15.05.2021 - 16.05.2021

Le Cronache dal bosco di Laura Pugno, l’arte indaga il rapporto uomo-paesaggio

Un messaggio di sensibilizzazione su tematiche ambientali come il cambiamento climatico. Sabato 15 e domenica 16 maggio 2021 l'inaugurazione a Casa Zegna

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La relazione tra l’uomo e il paesaggio, il paesaggio che è natura trasformata dall’uomo e il rapporto tra questi due elementi che diventa virtuoso quando è all’insegna della reciproca cura.

Si intitola ‘Fading Loss|Cronache dal bosco l’installazione artistica di Laura Pugno che indaga questi temi, tanto attuali in un'epoca come la nostra sottoposta alla minaccia degli effetti del cambiamento climatico. 
 


Si inaugura sabato 15 e domenica 16 maggio 2021 a Casa Zegna - sede dell’archivio storico del Gruppo Zegna e centro polifunzionale che promuove progetti culturali e artistici - in occasione delle Giornate FAI di Primavera. 

In questa sua ricerca Laura Pugno - vincitrice della IX edizione dell’Italian Council promosso dal MIBACT e, nel 2018, del Q-International Sping indetto da La Quadriennale di Roma, docente allo IED di Torino e co-fondatrice del Progetto Diogene - usa una moltitudine di linguaggi che fonde fotografia, video, scultura, disegno e suono “per investigare - come spiega la stessa artista che è nata a Trivero Valdilana - le molteplici relazioni tra essere umano e natura, guardando con occhi nuovi i boschi familiari della mia infanzia”.

La quinta entro cui si iscrive il progetto è il bosco dell’Oasi ZegnaL’abete rosso, le cui qualità sono note ai liutai, è trasformato in suono attraverso l’elaborazione di una traccia sonora realizzata con la sound artist Magda Drozd in cui Laura Pugno ha ripercorso con la grafite le ferite inflitte dal parassita bostrico sui tronchi; in carboncino, ottenuto dalla combustione dei suoi rami, con il quale ha tracciato una serie di vedute del bosco in cui il disegno si sovrappone ai dati scientifici, relativi alla misurazione delle temperature, all’emissione di anidride carbonica, alla vulnerabilità delle foreste europee; in camera oscura, diventando l’obiettivo attraverso il quale in un’operazione di autopoiesi, l’abete si ritrae; infine in materiale con cui è costruita la struttura in legno e felce al centro dello spazio espositivo, monumento alla sparizione di un paesaggio che verrà presto sostituito ad un altro, portatore a sua volta di nuove visioni, emozioni, desideri e memorie. 

L’installazione non si limita agli spazi museali di Casa Zegna, ma si estende all’Oasi Zegna come luogo ideale per indagare temi ambientali e di conservazione, testimoniati anche dai recenti cantieri della Zegna Forest, progetto pluriennale di rinnovamento dei boschi che Fondazione Zegna ha inaugurato nel 2020 allo scopo di arginare gli effetti del cambiamento climatico sugli alberi e l’ambiente. 

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Durante le giornate FAI di primavera sarà possibile visitare i cantieri della Zegna Forest grazie agli esperti del Fondo Ambientale Italiano.

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