Fra i tanti fiori che il bosco offre nel mese di marzo è la primula la protagonista che tutti conosciamo. Nelle radure, ai margini della vegetazione, sui rivazzi ben esposti delle strade forestali vivono un grande momento di gloria. Primula vulgaris è pianta erbacea, perenne, ha foglie spatolate che si allargano sul terreno impedendo alle altre specie di crescere, formando talvolta estese colonie.
Si riconoscono per la venatura centrale ben sviluppata e la superficie rugosa, utilizzate come pianta alimentare specie nei paesi dell’Est Europeo previa sbollentatura. I fiori sono portati da un corto peduncolo fiorale, possono formare un cespo denso o essere isolati, rinnovandosi nel tempo così che la stagione delle primule è piuttosto lunga contrariamente ad altri fiori del bosco. Gialli, con una macchia centrale più scura, o arancione, capaci di superare i due cm di diametro, hanno una corolla formata da cinque elementi. La produzione di semi e la diffusione delle piante è legata alla contemporaneità, non sempre presente ogni anno e in ogni versante, fra fioritura e presenza di insetti impollinatori, come i bombi, già entrati in attività dopola pausa invernale.