Milano-Cortina 2026

A Bielmonte una storia di sport che parte da lontano

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Benvenute Olimpiadi! Per Oasi Zegna e per Bielmonte, la cultura della neve e degli sport invernali non è una novità: è una storia che parte dal secondo dopoguerra, intrecciandosi con la visione sociale e territoriale di Ermenegildo Zegna.

Ripercorrere la storia di Bielmonte ci permette di riscoprire un patrimonio fatto di passione, accessibilità e comunità.

1957: LA PRIMA SEGGIOVIA E L'IDEA DI UNA MONTAGNA PER TUTTI

Nel gennaio del 1957 a Bielmonte entra in funzione il primo impianto di risalita: la seggiovia monoposto del Monte Marca, tutt’ora funzionante.

Non si tratta soltanto di un’infrastruttura tecnica, ma del simbolo di una visione precisa: rendere la montagna accessibile, trasformarla in uno spazio condiviso e non riservato a pochi. Come raccontano le immagini conservate nell’archivio di Casa Zegna, lo sci diventa una possibilità concreta per il territorio, un’esperienza alla portata di tante famiglie biellesi.

Per molti, proprio su queste piste nasce la prima vera passione per lo sci.


Il MONTE MARCA E IL PATTINAGGIO: UNO SGUARDO AVANTI RISPETTO AI TEMPI

C’è un altro capitolo che acquista un significato speciale guardando a Milano-Cortina 2026. Tra il 1969 e il 1975, al Monte Marca era attiva una pista di pattinaggio su ghiaccio.

Quando nel 1976 il pattinaggio di figura entra ufficialmente nel programma olimpico a Innsbruck, a Bielmonte quell’esperienza era già realtà.

Le fotografie d’archivio, conservate a Casa Zegna, mostrano atleti impegnati in evoluzioni eleganti in un contesto alpino unico: un palcoscenico dove gesto atletico e paesaggio dialogano in modo naturale.

Un segno di come il territorio fosse capace di intercettare e valorizzare le discipline invernali con anticipo, contribuendo a costruire una cultura sportiva diffusa.

UNA TRADIZIONE CHE GUARDA AL FUTURO

Con l’inaugurazione di Milano-Cortina 2026, l’Italia celebra il grande sport invernale. Bielmonte e l’Oasi Zegna possono guardare a quell’appuntamento consapevoli di custodire una tradizione autentica, costruita nel tempo grazie a una visione lungimirante e alla partecipazione di un intero territorio.

Qui, la neve non è soltanto scenario: è memoria viva, identità e futuro.

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