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Abete, il guardiano del solstizio d’inverno

Per gli antichi era il ponte di comunicazione con gli dèi, oggi ne apprezziamo le mille qualità utili a corpo e mente

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di Monica Serra*

Se pensiamo ad un albero che rappresenta al meglio il periodo di Natale, la scelta ricade senz’altro su Abete.  
Sia Abete bianco (Abies Alba) che Abete rosso (Picea abies) appartengono alla famiglia delle Pinaceae.  
Abies deriva dal nome latino utilizzato dai romani per indicare la pianta, identificandola probabilmente con ”albero che va dal basso in alto” per descrivere la forma slanciata di questa conifera. 
L’abete è un albero sempreverde e monoico, ovvero sulla pianta sono presenti sia fiori maschili che fiori femminili. Nasce spontaneamente in altitudini comprese fra i 400 e i 1900 metri e allo stato adulto ha bisogno di vivere in piena luce.
È un albero delicato e lento nella sua fase vegetativa iniziale e necessita di riparo ma ha una vita davvero lunga: in alcuni casi gli abeti superano anche i 600 anni d’età. 
Questa conifera presenta una forma conica eretta, il tronco dritto protratto verso il cielo, i rami sembrano quasi delle antenne e hanno un andamento orizzontale, le foglie aghiformi sono lineari ed appiattite, rivolte tutte verso uno stesso lato quasi a formare un pettine.
Le conifere sono molto più antiche degli alberi decidui, più adattabili di fronte a condizioni avverse e si spingono verso le alte montagne sopravvivendo in regioni dove il freddo è costante.


La simbologia 


Fin dall’antichità l’abete è stato utilizzato per riti e cerimonie essendo nominato come il ponte di comunicazione con gli dèi, la connessione con le forze celesti e l’albero della fertilità e della vita. 

Considerato anche come il grande guardiano della soglia per il ritorno della luce a ridosso del solstizio d’inverno del 21 dicembre e simbolo quindi del rinnovamento e della nuova vita.
Durante la notte più lunga dell’anno era usanza antica adornare l’abete con luci che rappresentavano le influenze celesti, con noci e mele quali simboli di ciò che donava la terra e della fertilità per l’anno successivo e con dolci per indicare la dolcezza della visione interiore.

Essendo un sempreverde, rappresenta il potere perenne della vita, della promessa del ritorno della luce e con essa un nuovo ciclo di vita. 

A livello simbolico abete bianco rappresenta la connessione tra le forze cosmiche e il diffondersi della luce sulla terra. Porta anche la possibilità di armonizzare la relazione tra individuo e collettivo, essere parte di un gruppo, cooperare nel rispetto di un bene comune diffondendo armonia e pace.

I rimedi 

Abete bianco (Abies alba) lo si trova disponibile in gemmoderivato (°) . 

Stimola e sostiene il metabolismo minerale quindi è rivolto al sistema osseo-articolare. È indicato nei disturbi neuromuscolari per carenza di calcio dovuta ad insufficienza tiroidea e paratiroidea dove si associano spesso disturbi neuropsichici.
Utile in caso di fratture ossee, osteoporosi, carie, spasmofilia, stati depressivi con relativo indebolimento dell’aspetto cognitivo e della memoria.
Indicato nel disturbi legati alla crescita soprattutto nei bambini e adolescenti, permette un miglioramento del metabolismo fosfo-calcico svolgendo un’interessante azione rimineralizzante. È consigliato per ritardi o disordini della crescita.
È anche apprezzato per le sue proprietà balsamiche ed espettoranti.

In olio essenziale (°°) è adatto contro la tosse, influenza e in generale nelle varie patologie da raffreddamento. Sostiene l’apparato respiratorio in caso di sinusite, tracheite ed asma, permette l’eliminazione del muco ed è un sostegno alle vie respiratorie.
Migliora la salute ossea quindi è un ottimo preventivo per l’osteoporosi. 
Migliora la qualità dell’aria negli ambienti chiusi o con aria stagnante.
Porta un messaggio di energia nel fare, permette la concentrazione e la capacità di realizzare idee lavorando in sinergia con gli altri.
L’olio essenziale può essere utilizzato in diffusione ambientale oppure emulsionato in un po’ di olio vegetale ed applicato con un lieve massaggio sui piedi e/o sul torace.  

Ricordiamo che potere camminare all’interno di un bosco di conifere ha su di noi un effetto  di benessere sia fisico che psichico, in quanto trasmette un profondo senso di calma, di pace e di meraviglia di fronte alla maestosità di questi esseri viventi che abitano le regioni montane della terra.
E, non da ultimo, respiriamo a pieni polmoni l’intenso profumo di resina balsamica che viene sprigionata da questi grandi guardiani!  

(°) prodotto ottenuto dalla macerazione delle gemme della pianta in glicerina 
(°°) prodotto ottenuto dalla distillazione in corrente di vapore di parte della pianta


* Monica Serra 
www.viadelbenesserenaturopatia.it FB - IG @viadelbenesserenaturopatia Naturopata, specializzata in Aromaterapia, Fitocomplementi, Fiori di Bach e Riflessologia Plantare Psicosomatica. Da diversi anni lavora quotidianamente con le varie discipline naturali, accompagnando le persone in un percorso di benessere psico-fisico. Ama vivere a contatto con Madre Natura e condividere il grande patrimonio “naturale” di cura, sostegno, bellezza e nutrimento.

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