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Camminare nella natura lungo i sentieri dell’Oasi Zegna

Antiche vie della transumanza, sui passi dell’eretico Fra’ Dolcino, alla ricerca dei panorami più belli immersi nei boschi o su fino gli alpeggi. Lontani dalla folla, per ritrovare la natura e il suo benessere

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Camminare all’aria aperta fa stare bene. Regala un benessere immediato, distende, rilassa, predispone al sorriso. La passeggiata - o il trekking, per chi ama condire l’escursione con qualche dislivello - libera energie, mette in comunione corpo e spirito. Abbiamo bisogno di stare nella natura, soprattutto in questo periodo, dopo settimane passate in casa. Basta un pomeriggio all’aria aperta e la psiche si trasforma, lo dice anche la scienza.

Sotto tutti questi punti di vista l’Oasi Zegna è una meta ideale per chi vuole fare andare i piedi e svuotare la mente. Sono decine i percorsi che si possono fare (guarda in fondo al pezzo e scarica la mappa dei sentieri), molti sono adatti anche ai bambini, soltanto alcuni sono un poco più impegnativi e quindi consigliati a chi è più allenato. 
Sono tutti itinerari naturalistici, segnalati e attrezzati con pannelli didattici e con tavole di orientamento.

Tutti partono dalla Panoramica Zegna e seguendo sentieri, mulattiere e strade sterrate, salgono verso gli alpeggi, raggiungono la solitaria Alta Valsessera o scendono ai paesi della Valle di Mosso e della Valle Cervo conducendo i visitatori alla scoperta dei tre principali scenari che compongono l’identità dell’Oasi Zegna: la via dei rododendri, delle bocchette e della sienite.

Sono cammini che vanno percorsi lentamente per godere dei panorami, lontani dai grandi flussi turistici, dando un diverso valore al tempo e molta attenzione alle comunità locali che si incontrano negli agriturismi e nelle locande o negli alpeggi, dove si portano gli animali al pascolo e si producono formaggi.

SENTIERO DEI RODODENDRI (1 ora, facile, dislivello 135 m.)
Dal terzo tornante della Panoramica Zegna (838 m.), sopra Trivero, alla località Baso (912 m.)
Passeggiata piuttosto breve ricavata nella Valle dei Rododendri, molto ricca di essenze esotiche e ornamentali, dalla spettacolare fioritura primaverile. Il percorso può essere integrato con il vicino periplo del Colle Craviolo, dove è stato costruito il Cimitero della Montagna.
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SENTIERO DELLE MORE (2 ore, facile, dislivello 175 m.)

Dal tornante di Bellavista (1.009 m.) alla località Oro (1.181 m.)
Il percorso segue uno sterrato in lieve e costante ascesa, tra i dossi boscosi nel versante sud del Monte Rubello, con vasti panorami verso la Pianura. La passeggiata è facile e distensiva, bellissimo è il momento dell’arrivo al pianoro dell’Oro, uno dei luoghi meno conosciuti dai turisti ma tra i più suggestivi e panoramici dell’Oasi Zegna. E’ tra le passeggiate preferite dai triveresi.
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SENTIERO DELLA CIVETTA (1 H e 30, facile, dislivello 100 m.)

Dall’ottavo e ultimo tornante della Panoramica (1.155 m.) alla Bocchetta di Stavello (1.206 m.) Compie il periplo del monte Tirlo ed è attrezzato come percorso fitness, con ampie vedute su Coggiola e sulla Valle Sessera. E’ facile farsi prendere dai rumori del bosco che diventano sempre più intensi. Brevi deviazioni conducono sulle vette del monte Civetta e del monte Tirlo, dove si possono osservare alcune trincee, con tutta probabilità resti delle fortificazioni costruite per contrastare le scorrerie dei dolciniani.
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SENTIERO DI FRA DOLCINO (2 H e 30, difficoltà media, dislivello 350 m.)

Da Stavello (1.206 m.) alla Bocchetta di Luvera (1.310 m.)
E’ un percorso su pista forestale nel versante all’ombra del monte Rubello, passando per l’Alpe Margosio, fra faggi, abeti e betulle. Con moderati saliscendi offre la possibilità di conoscere bene l’ambiente dell’Alta Valsessera, incontrandone la flora e la fauna.
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SENTIERO DELLA BRUGHIERA (2 H e 30, facile, anche per bambini, dislivello 200 m.)

Dal Santuario della Brughiera si sale leggermente in quota fino alle cascine di Prapiano per poi rientrare con passaggio alla frazione Capomosso
Dal parcheggio del Santuario prendere a destra la strada asfaltata consortile a fianco del ristorante che raggiunge, dopo aver superato un boschetto e un rio, le cascine e la zona prativa delle Piane di Barbato. Con un ampio giro guadagna leggermente quota, e oltrepassato un bosco di castagni, arriva ai prati e alle cascine di Prapiano. Proseguendo, diventa sterrato pianeggiante fino ad un incrocio dove si scende a sinistra, prima per sterrato ripido poi per sentiero e si raggiunge la frazione Capomosso. Da questa per sentiero si rientra al Santuario. E’ possibile accorciare la passeggiata utilizzando sentieri segnalati che rientrano prima al Santuario. Lungo i percorsi, punti ristoro, locande alpine e agriturismi pronti ad offrire la tipica ospitalità di montagna.

CAMMINO DI SAN BERNARDO (1 H, facile, dislivello 130 m.)
Dalla Panoramica (1.275 m.) poco dopo la chiesetta alpina, in ascesa fino all’oratorio di San Bernardo (1.408 m.)
E’ una piacevolissima passeggiata, vivamente consigliata tutto l’anno nelle belle giornate. Si segue una stradina che si diparte dalla Panoramica. Dopo una decina di minuti in lieve salita nella pineta, si raggiunge una bocchetta che d’improvviso apre lo sguardo sull’Alta Valsessera e sul Monte Rosa. La stradina continua a salire dolcemente con alcuni tornanti, mantenendosi nel versante sud del Monte Rubello. Sulla vetta sorge l’oratorio-santuario di San Bernando, costruito a partire dal XIV per celebrare la vittoria su Fra Dolcino. Grandiosi panorami sulla Pianura Padana e sulle Alpi, dalle Marittime alle Retiche.
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SENTIERO DEL ROSA (3 H, difficoltà media, dislivello 350 m.)

Dalla Bocchetta di Luvera (1.310 m.) fino all’alpe Moncerchio (1.430 m.)
Siamo nella Valle di Mosso, nello stretto sentiero lungo le pareti a dirupo del lato nord della Rocca d’Argimonia che regala spettacolari scorci dell’Alta Valsessera.
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GIRO DELL’ARGIMONIA (4 H e 30, 2 H e 30 dalla partenza alla Rocca d
Argimonia, 1613 m, per escursionisti allenati)

La partenza è alla Bocchetta Luvera, poi Rocca Argimonia, Bocchetta del Campo, Monte Moncerchio, Alpe Moncerchio, Bocchetta Luvera 
Un percorso tecnico, soprattutto nella prima parte che consigliamo di seguire nel verso proposto. Dalla partenza fino a Bocchetta del Campo, bisogna affrontare una salita impegnativa con tratti esposti e presenza di corde: attenzione a chi soffre di vertigini. Poi il sentiero cede posto a crinali erbosi ricoperti di rododendri e mirtilli selvatici. Arrivati all’Alpe Moncerchio ci si può rifocillare con le proposte del ristoro. Il bello del percorso è che non è raro incontrare splendidi animali selvatici come i camosci. Inoltre, in punta alla Rocca dell’Argimonia il panorama è mozzafiato: da un lato l’intera Pianura Padana, dall’altro la catena alpina con l’imponente mole del Monte Rosa.

STRADA DELL’ALPE (2 H e 30, difficoltà media, dislivello 570 m.)

Da Camandona al Santuario del Mazzucco per poi proseguire lungo lantica strada dellalpe” con possibile sosta al Bocchetto Sessera e ritorno
E’ la via che porta alle terre alte, agli alpeggi. Un’occasione unica per riscoprire le tradizioni di un tempo. Raggiunta Camandona, si seguono le indicazioni per il Santuario del Mazzucco. Da qui a piedi si ripercorre l’antica “strada dell’alpe” utilizzata per condurre mandrie e greggi nei pascoli dell’alta Valsessera. A Bocchetto Sessera possibile sosta nella Locanda. Interessante il Santuario del Mazzucco (XVII sec.). Ogni anno l’ultima domenica di maggio viene riproposta la “Transumanza” con una mandria di 200 vacche che ripercorre il sentiero fino ai pascoli estivi.
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SENTIERO DEL CAPRIOLO (2 H, facile, dislivello 250 m.)

Bielmonte (Oasi Zegna e Valsessera)
Il percorso - dal Bocchetto Sessera (1382 m) all'alpe Moncerchio (1430 m) - segue, in lievissima salita, l'ampia carrareccia a nord del Monte Marca.
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STRADA DELLA VALSESSERA (2 H e 30, difficoltà media, dislivello 380 m.)

Mosso, Veglio (Valle di Mosso) - Tavigliano (Valle Cervo)
Dal Bocchetto Sessera (1382 m) alla Piana del Ponte (1032 m). E’ la principale pista di accesso all'Alta Valsessera e tocca il fondovalle all'altezza della Casa del Pescatore. Alla Piana del Ponte si possono osservare i ruderi degli edifici dove lavoravano i materiali estratti un tempo nella valle.
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PERCORSI ARCHEOMINERARI (2 H e 30, difficoltà facile/media, dislivello 250 m.) Bocchetto Sessera, Piana del Ponte, Sito Archeominerario Argentera, Bocchetto Sessera (sentiero numero 15, cartina Oasi Zegna)  
Una passeggiata adatta a tutti. Inizia con una discesa che attraversa una faggeta, fino all’antico ponte romano sul torrente Sessera. Giunti al Rifugio Piana del Ponte, si prosegue costeggiando il Sessera in salita per raggiungere il sito archeominerario dell’Argentera, interessante testimonianza dell’attività di estrazione e lavorazione di minerali e metalli in Alta Valsessera nei secoli XVI-XIX. Da qui si risale sulla strada carrabile, dopo circa 200 metri si imbocca, sulla sinistra, il sentiero che riporta direttamente a Bocchetto di Sessera.

STRADA DELL'ARTIGNAGA (2 H e 15, facile, dislivello 80 m.) 

Mosso, Veglio (Valle di Mosso) - Tavigliano (Valle Cervo)Mosso, Veglio (Valle di Mosso) - Tavigliano (Valle Cervo)
La strada - dal Bocchetto Sessera (1382 m) all'Alpe Artignaga (1374) - conduce a uno degli alpeggi senza dubbio tra i più caratteristici delle zona, in una splendida conca sotto le balze della Cima delle Guardie (2006 m).
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BOSCO DEL SORRISO (1 H e 15, facile, dislivello 50 m.)

La partenza del percorso è a Bocchetto Sessera, Bielmonte 
Passeggiate naturalistiche adatte a tutti, anche ai piccoli camminatori e ai cani, lungo un sentiero facile ad anello di 4,8 km creato per far riscoprire la serenità e l'armonia interiore e per cogliere la forza bioenergetica che alcune piante offrono più di altre.

GIRO DEL BONOM (4 H, difficoltà media, dislivello 600 m.)

Bocchetto di Sessera - Monticchio - Colma Bella - Cima del Bonom - Bassa del Campo - Artignaga - Alpe Montuccia - Bocchetto di Sessera
Un sentiero impegnativo che parte dal Bocchetto Sessera e sale in vetta al monte Cima del Bonom, passando per il Monte Monticchio, Colma Bella, e per la Pera Furà (pietra bucata), una finestra naturale composta da lastroni di roccia erosi posizionati circolarmente, all’interno dei quali sedersi in silenzio ad ascoltare il “respiro della montagna”. Un suono unico provocato dal vento che si insinua nelle fessure; mentre nell’apertura più grande tra le rocce sembra emergere il volto di uomo di pietra. Dal Bonom, si torna prendendo il sentiero per l'Alpe Artignaga, da qui si prosegue lungo una strada sterrata, passando per l’Alpe Montuccia, fino al Bocchetto Sessera. Bellissima la vista sulla Valsessera e sugli storici borghi in pietra della Valle Cervo.

SENTIERO DEL CARABO (3 H e 15, difficoltà media, dislivello 400 m)

Un bel sentiero naturalistico che da Bocchetta Sessera raggiunge lAlpe Scheggiola e la Piana del Ponte
Da Bocchetto Sessera si scende a destra su sterrato fino al Dosso Grande  per proseguire su sentiero in leggera discesa nel bosco di faggi e betulle fino a raggiungere l’Alpe Scheggiola. Si ritorna scendendo verso il fondovalle, si attraversa il ponte tibetano sul Sessera e si risale sul lato opposto su sterrato fino alle baite della Piana del Ponte. Da qui si oltrepassa il ponte ad arco sul Sessera, si raggiunge l’alpe Baraccone e si risale il sentiero fino al Bocchetto Sessera. Caratteristiche lungo il percorso le piazzole delle carbonaie. Si incontrano punti ristoro, locande alpine e agriturismi.

SENTIERO DEI NARCISI (3 H e 15, difficoltà media, dislivello 400 m)

Campiglia Cervo, Sagliano Micca (Valle Cervo)
Piacevole salita dalla Sella del Cucco (1251 m.) all’Alpe Musin (1445 m), su un sentiero che si dipana tra prati e pascoli, fino agli alpeggi che punteggiano il versante orientale della Bassa Valle Cervo.
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GIRO DELL’ASNAS (4 H, difficoltà media, dislivello 850 m.)

Itinerario impegnativo che raggiunge la Cima dellAsnas. Vasto panorama sulle montagne e sulla pianura e su tutta lalta Valsessera
In auto, da Bocchetto Sessera si raggiunge su sterrato la Casa del Pescatore (km 3,300). A piedi si oltrepassa il ponte sul Sessera e si prosegue su sterrato in piano per 300 m fino al bivio a sinistra per l’Alpe Briolo. Salire 200 m e al bivio seguire a destra per Alpe Briolo. Prima dell’alpeggio proseguire diritti su sterrato tenendo la sinistra e raggiungere il pascolo e le baite del Campo della Quara. In salita sul pascolo raggiungere la Colma della Quara, e per cresta la Colma del Balmello e Cima dell’Asnas (ore 2,00 di cammino). Ridiscendere dal lato opposto alla Bocchetta della Balma delle Basse, all’Alpe Balma delle Basse addossata sotto uno spuntone di roccia e proseguire per sentiero in discesa fino all’alpe Piovale, dove si ritrova lo sterrato che conduce alla Casa del Pescatore. Lungo il percorso, punti ristoro, locande alpine e agriturismi.

SENTIERO DEI FAGGI (3 H e 30, difficoltà media, dislivello 750 m.)

Dal Pittoresco borgo di Forgnengo (910 m) alle Teggie del Campo (1616 m)
E' un lungo ma appagante sentiero che risale il versante destro del vallone del rio Concabbia per raggiungere le alte fasce a pascolo.
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PASSEGGIATA DEL BELVEDERE (1 H e 15, facile, dislivello 150 m.)

Campiglia Cervo (Valle Cervo)
Dal bivio lungo la Panoramica (1120 m), una ripida stradina asfaltata scende in pochi minuti a Oriomosso, uno dei villaggi più belli dell'Alta Valle Cervo. Tra passaggi coperti e scalinate si raggiunge il Belvedere della Pila (980 m), dal quale si ammira un panorama tra i più celebrati e spettacolari della valle.
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SENTIERO DELL’ORO (2 H, facile, dislivello 250 m.)

Dal poggio Vallemosso (1.290 m.) al chilometro 7,5 della Panoramica, fino alla località Oro (1.181 m, raccordo itinerario 2)
E’ un percorso nel versante al sole del Monte Rubello. Dal poggio Vallemossi si percorre per pochi minuti, in leggera discesa, la strada di accesso all’ex colonia alpina Zegna. Passata la costruzione sul davanti, si ritrova il sentiero che in mezz’ora porta al pianoro dell’Oro. Il toponimo non ha nulla a che vedere con il prezioso metallo. Con questo termine di antica origine, molto frequente nel Biellese, si indica un luogo esporsi generalmente sul borso o “orlo” di una valle.

* nell'immagine in alto, la Pera Furà, foto di Maurizio Moro


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