Nel sole. Al margine della vegetazione, o dove le radure sono abbastanza ampie fioriscono le ginestre, e dove le piante hanno occupato il terreno che prima era prato o pascolo ammiriamo generose onde di giallo dorato. La ginestra dei carbonai può essere trovata in luoghi fra loro molto diversi. E’ una pianta pioniera capace di colonizzare terreni ingrati e creare una prima copertura arbustiva che potrà essere accompagnata e poi sostituita nel tempo da veri e propri alberi. Al pari di tutte le leguminose hanno la capacità di arricchire il terreno di azoto, aumentandone la fertilità e creando i presupposti per l’ingresso di altre specie. Oltrepassa i 1.300 metri d’altitudine, predilige gli incolti, i luoghi assolati, le pendici argillose delle colline, i versanti montani ben esposti, le brughiere, le scarpate rocciose. Teme la competizione con la vegetazione alta e non la troveremo mai prosperare nel fitto di un bosco.
Le foglie sono poco appariscenti e a conferire il colore alla pianta sono i rami verdi; per questa ragione la ginestra viene con facilità erroneamente classificata dagli inesperti come “sempreverde” nel periodo invernale. I fusti verdi a forma di verga hanno sezione pentagonale e invecchiando divengono cilindrici. Le foglie, nella parte basale sono piccole, con picciolo breve, e composte di tre foglioline di forma obovata, caduche. Nella parte superiore sono semplici e sessili. I fiori ermafroditi di color giallo carico sono portati isolati o a coppie. I cinque petali che costituiscono “la farfalla” si distinguono così: uno grande superiore chiamato vessillo, due laterali detti ali, e due inferiori a formare la carena. Profumati e durevoli si formano sui rami dell’anno precedente. Il frutto è un legume appiattito lungo 5-7 cm che contiene semi bruni.