Nei prati e nei pascoli continua a fiorire la malva moscata, Malva moschata, la malva di montagna, dai fiori grandi ed aperti. È facile incontrarla nelle radure e ai margini dei boschi di faggio, in posizione luminosa e calda, ma con terreno sempre fresco. Spicca sul cotico erboso di graminacee non sfalciate, si accompagna ad iperico, salvie perenni, fiancheggia felceti e macchie di ginestre. Prospera in terreni ricchi di nitrati. Si spinge fino a 1.700 metri di quota.
I fiori, che in rari casi si presentano di colore bianco, hanno una corolla rosa, dalle tinte più tenui ai toni carichi, formata da cinque petali, grande, fino a 5-6 cm di diametro. Ogni petalo è percorso da sottili venature longitudinali di colore più scuro, quasi violetto. Ha forma obovata, tronca all’apice e divisa in due lobi. Al centro ben evidente compare uno stame che, quando è in contrasto di colore, fa assumere al fiore un aspetto simile a quello di un piccolo ibisco. La famiglia, per entrambe, è la stessa, quella delle Malvaceae.
I fusti sono tomentosi con peli semplici e traslucidi, e, se strofinati, con vago odore di muschio. Portati eretti, sono di sezione angolosa, alti anche oltre i 70 cm. Le foglie posizionate nella parte inferiore del cespo sono simili a quelle della malva comune, picciolate, a lamina intera, arrotondate e cordate, quelle poste nella parte alta, dove si posizionano anche i fiori, sono lacinie larghe e lineari, e spesso, ad un’osservazione frettolosa, sono le uniche ad essere individuate.