Pianta di origine mediterranea, con la capacità di spingersi anche all’interno fino a coprire le zone viticole (e con un areale in estensione a causa del cambiamento climatico), si spinge fino a 1.400 metri di quota. Ogni anno dal fusto sotterraneo emette nuove radici e nuovi ciuffi di foglie basali, affastellate una nell’altra. Molto resistente e priva di parassiti, oltre a non essere brucata dai cervidi, ha foglie dalla forma tipica del genere, ma meno rigide rispetto alle iris coltivate in giardino dal colore marcatamente scuro e lucido. Raggruppate in cespi alti tra i 20 e i 40 centimetri, queste piante rilasciano un aroma caratteristico: il nome foetidissima è dovuto infatti all’odore intenso che la pianta emana quando se ne rompe una foglia.
Piccola, discreta, quasi nascosta, la pianta nota come Sigillo di Salomone (Polygonatum) non è facile da scoprire: si può arrivarvi ad un passo senza nemmeno notarla. Al margine o all’interno dei boschi di faggi, predilige un terreno ricco di sostanza organica derivata dal progressivo disfacimento delle foglie cadute, ma con una buona matrice argillosa. Queste piante crescono all’ombra, talvolta completamente nascoste dal fitto sottobosco o dagli estesi prati di alte felci aquiline, ma sempre in luoghi ben esposti, mai freddi e dalle temperature temperate.
Il Sigillo di Salomone inizia a vegetare tardi, a metà primavera, in montagna, in annate fredde, anche ad inizio maggio. Dai rizomi si formano gli steli arcuati che porteranno prima i fiori e poi le bacche di colore blu scuro che adesso sono evidenti. Le bacche raggiungono il pieno colore solo a fine estate. Molte piante saranno spogliate dagli uccelli che se ne cibano provvedendo alla diffusione della specie nei terreni circostanti. In autunno, prima di seccare, l’intera pianta si tinge di un colore giallo oro luminoso.