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Inverno all’Oasi Zegna, elogio della lentezza

Grande quiete e bellissimi panorami, è il momento giusto per entrare in connessione con la natura. Aspettando la neve

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* immagini di Mattias Klum, fotografo del National Geographic 

Fuori dagli stereotipi che lo vogliono un periodo triste con poche attività possibili, al di là di quelle connesse agli sport sulla neve, l’inverno è un momento ideale per entrare in connessione con la natura.

“Il senso di questa stagione è rallentare - dice Valentina Rolando dell’associazione AgriCultura di Veglio (Bi) - il nostro stare nella natura assume ritmi diversi da quelli frenetici a cui è abituato chi vive in città, perché i boschi sono dominati dalla quiete, gli animali si preparano al letargo, gli alberi a un lungo riposo”.

 
Rolando, che si occupa di outdoor education, è una delle tante persone a ritenere che la natura vada vissuta in tutte le stagioni, perché ogni periodo ha qualcosa da insegnarci. E i boschi in inverno ci insegnano - e mai come quest’anno la lezione sarà preziosa - a essere pazienti e resilienti. 

L’inverno all’Oasi Zegna ci induce a osservare, a metterci all’ascolto dei rumori che diventano più rari, a godere della quiete, a osservare le tracce degli animali.   

Il Foliage, che quest’anno grazie alla stagione secca è stato lunghissimo, resiste ancora nella zona della Brughiera e terminerà a fine novembre. Poi, in attesa della neve, ci si potrà dedicare alla scoperta dei panorami, perché senza rami frondosi il panorama è libero, pulito. 

“Questo momento è ideale per godere dei paesaggi distanti - spiega Stefano Maffeo, coordinatore delle guide di OverAlp - Specie se c’è il vento che spazza via la nebbia, è bellissimo salire fino al santuario di San Bernardo e dà lì, approfittando del fatto che non ci sono foglie a intralciare la vista, godere del panorama sulla Pianura Padana e sull’arco alpino con lo spettacolo del Monte Rosa”.

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