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20.05.2018

Il ritrovo è alle ore 9.45 al Bocchetto Sessera a Bielmonte per una passeggiata (due ore circa) per imparare a riconoscere e raccogliere le erbe spontanee, sotto la guida maestra di Mina Novello esperta di Sapori Biellesi, lungo il sentiero che porta nel Bosco del Sorriso. Al termine una pausa gourmet proposta dallo chef Gallina al Bucaneve preceduta da uno sfizioso aperitivo: fonduta con le erbe, una ricetta semplice e veloce che Mina Novello preparerà coinvolgendo anche i più piccoli. Terminato il pranzo sarà ancora Mina Novello a tenere una breve lezione sulle erbe e su come impiegarle in gustose ricette primaverili.

Si consiglia
un equipaggiamento da trekking e di portare con sè un cestino per la raccolta.
Costo: 30 euro a persona (sono compresi: uscita guidata con Mina Novello, pranzo al Bucaneve e lezione pomeridiana)

Ed ora qualche consiglio utile di Mina Novello sulle erbe spontanee che si andranno a raccogliere e su come impiegarle in cucina:

ACETOSA - Acetosa Rumex
Il sapore acidulo delle foglie a forma di lancia e degli steli rossastri rende la pianta inconfondibile. Assai rigogliosa nel periodo primaverile è comunque presente tutto l’anno nei pendii soleggiati. Poche foglie crude danno sapore all’insalata; avvolte intorno al pesce da cuocere al vapore gli conferiscono un sottile aroma (particolarmente al salmone); si aggiungono da sole o in misticanza alle minestre: attenzione cuociono più rapidamente di ogni altra erba ed assumono un colore tendente al marrone. Tipica la preparazione biellese di acetosa con formaggio e uovo (fundùa d zeile)  da gustare con crostini di pane o con la polenta.

BARBA DI CAPRA - Aruncus dioicus
E’ una specie molto diffusa nel sottobosco, nelle vallette umide e lungo i margini dei torrenti: a giugno i suoi pennacchi bianchi in fiore la rendono facilmente individuabile. A marzo i nuovi germogli, di colore rossiccio, spuntano vicino alle piante secche dell’anno precedente. Devono essere raccolti prima che si aprano le  foglie, si lessano in acqua salata aromatizzata con rosmarino e si cucinano come gli asparagi; si prestano in particolare ad essere conditi con olio, limone e uova sode tritate.

CICORIA SELVATICA - Taraxacum officinale
In nome, da un insieme di parole greche, significa pressapoco “rimedio per ogni male”; è certamente l’erba spontanea più raccolta e più nota. I cespi giovanili si consumano crudi in insalata (con le uova sode, con le noci e l’olio di noci, con cubetti di pancetta e di pane fritti); le foglie più tenaci si fanno lessare o si uniscono ad altre erbe nelle varie preparazioni; i boccioli sotto sale o sotto aceto sostituiscono i capperi; i fiori possono essere utilizzati per la preparazione di sciroppi o di inusuali marmellate ed infine la radice per decotti depurativi o, essiccata e tostata, come surrogato del caffé. Se si usa cotta va tenuto presente che la cottura accentua il sapore amaro.

LUPPOLO Humulus lupulus
Questa pianticella rampicante (da noi detta vartìs, lüvertìn o lavartìn ) che cresce a grande velocità e si attorciglia intorno ai pali della luce, agli alberi o alle siepi, è assai ricercata per la preparazione di risotti, frittate e minestre. Si può cogliere appena spunta dal terreno o anche più avanti quando i getti superano il metro di altezza: si prenderà allora solo la sommità per la lunghezza di un palmo. Si consuma cotta, da sola per poterne gustare il sapore delicato; è ottima anche per preparare raffinate lasagne al forno.

SPINACIO SELVATICO Chenopodium bonus-henricus
Il saporito spinacio di montagna (barcùi  per i Biellesi) cresce rigoglioso vicino alle baite e nei prati di montagna ben concimati. Le foglie sono caratterizzate dalla presenza, nella pagina inferiore, di una granella tangibile, quasi una farina di mais, che rimane tra le dita ed è dolcissima. Si raccolgono gli esemplari giovani interi o le sole foglie delle piante in pieno sviluppo e la raccolta può continuare per tutta l’estate. Lessati o cotti al vapore, in frittate, passati al burro come contorno o utilizzati come ingrediente di una saporita polenta cunscia, gli spinaci selvatici permettono di preparare ottimi e gustosi piatti. 

SILENE - Silene inflata (vulgaris)
I bambini ne riconoscono i calici gonfi e trasparenti e li fanno scoppiare sulle mani o sulla fronte, chi ama le erbe in cucina  ne apprezza in modo particolare il sapore delicatissimo, che ricorda un poco quello dei piselli: quest’umile e tenera pianticella è inconfondibile sia per il colore argenteo delle foglie sia per il rumore emesso quando si sfrega tra le dita, rumore analogo a quello del cavolo verza da cui il nome dialettale verzole  o scrus . Foglie e giovani esemplari si usano in minestre, frittate, risotti, misticanze, torte dolci o salate.      

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