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Viva la primula, conosciamo il fiore del momento

Per Shakespeare era il fiore delicato per eccellenza. L'Oasi Zegna ne è ricca, soprattutto sopra i 1.200 metri

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* Rubrica a cura di Alessandro Mesini, esperto del verde (1)

Primula vulgaris, è il nome scientifico della primula dei prati, quella che tutti conosciamo. Oggi è pianta discreta, lasciata selvatica o coltivata da alcuni appassionati nel proprio giardino, un tempo, in epoca vittoriana, era venduta per le strade di Londra in piccoli mazzi. Shakespeare nel Racconto d’Inverno e Clare nei Rural Poems ne parlano come di un fiore delicato, immagine della primavera quando non è ancora il trionfo del ritorno alla vita, ma il timido mutare di una stagione vuota nei primi colori che si fanno spazio sulla terra nuda, tra le foglie del frassino e della quercia.

Originaria dell’Europa occidentale la primula è largamente diffusa in tutto il continente ove ci siano condizioni favorevoli: terreni freschi, ricchi di sostanza organica, piovosità diffusa, estati non troppo calde o aride.E’ pianta erbacea, perenne, capace di diffondersi spontaneamente e creare a colonie dense e numerose. Le foglie, lunghe fino a 15 cm, larghe fino a 6 cm, sono strettamente obovate, crescono a livello del terreno allargandosi su questo e impedendo ad altra vegetazione di emergere. Sono rugose, leggermente tomentose, con margine irregolare e dentato in modo approssimativo. 


Hanno un rachide centrale ben sviluppato, più evidente nella pagina inferiore.I fiori sono singoli portati da un corto peduncolo fiorale, molto numerosi si rinnovano nel tempo consentendo alla pianta di restare fiorita per molto tempo. Fiori e relativi peduncoli non si sviluppano dal centro della rosetta fogliare, ma al di sotto di questa nel terreno. Il colore del fiore nella forma tipica è uniforme eccezion fatta per una macchia centrale più scura, o arancione. La corolla raggiunge e supera i due cm di diametro. E’ formata da cinque sepali concresciuti e da cinque tepali colorati.Le primule sono piante entomofile, impollinate dagli insetti, ma per la fioritura anticipata sono pochi i casi di piante che riescono a produrre semi. 

Nell’Oasi Zegna è molto comune, soprattutto al di sotto dei 1.200 m.

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