Un viaggio in 10 tappe lungo la Panoramica Zegna. Che festeggia 80 anni

Da Trivero alla Valle Cervo, i rifugi e i paesi, i punti panoramici e i senteri più belli lungo la strada costruita da Ermenegildo Zegna

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Compie 80 anni la Panoramica Zegna. Una strada di montagna che da sola vale il viaggio, e non solo per gli affacci mozzafiato sulla Pianura Padana e sull’Alta Valsessera. O per le bellezze naturalistiche che si scoprono percorrendo i suoi 26 km, dal Biellese Orientale alla Valle Cervo. Ma anche per la sua storia. Questa via di collegamento fatta costruire negli anni tra le due guerre da Ermenegildo Zegna per “far vivere la montagna sopra Trivero” è stata il primo, fondamentale passo verso la realizzazione di quel grande, rivoluzionario progetto di valorizzazione del territorio e salvaguardia ambientale che è all’origine dell’area protetta dell’Oasi. Ancora oggi il miglior modo migliore per visitare il parco è proprio percorrere la Panoramica in auto, o in moto: ecco 10 tappe consigliate lunglo la strada, per scoprire le attrattive naturalistiche e culturali del nostro territorio

1 CASA ZEGNA
A Trivero, porta d’accesso dell’Oasi e punto di partenza della Panoramica, fermatevi a visitare questo centro culturale ed espositivo aperto nel 2003 all'interno del Lanificio Zegna, in una palazzina anni Trenta, parte della casa di famiglia. Tutto l’anno propone un programma di mostre, eventi, laboratori per bambini; in più è la sede dell’archivio storico Ermenegildo Zegna che custodisce al suo interno preziosissimi campionari di tessuto, libri documenti, foto, video: un viaggio in cento anni di storia industriale e imprenditoriale. Info: fondazionezegna.org.


Visita la mostra “Uomini all’italiana 1968. La confezione Zegna: dalla sartoria all’industria” aperta a Casa Zegna, fino al 28 ottobre.

2 LA CONCA DEI RODODENDRI
Un giardino tra le montagne, un’opera paesaggistica progettata negli anni Cinquanta dall’architetto Pietro Porcinai, ampliata di recente da Paolo Pejrone, dove la natura dà spettacolo ogni primavera. Con un’esplosione di rododendri di diversi colori che hanno guadagnato il titolo di “fioritura più bella d’Italia” e ogni anno, nel mese di maggio, fanno di questa piccola valle che s’incontra al quarto tornante della Panoramica Zegna l’attrazione più visitata dell’Oasi. Dal 2014, la Conca dei Rododendri accoglie un padiglione in acciaio e vetro, opera site specific dell’artista americano Dan Graham realizzato per il progetto di arte pubblica “ALL’APERTO” promosso dalla Fondazione Zegna. Altre 6 installazioni, fra cui le banderuole colorate, di Daniel Buren che sventolano sulle terrazze panoramiche del Lanificio Zegna, si scoprono nelle frazioni di Trivero.

3 SANTUARIO DI SAN BERNARDO: LA PASSEGGIATA CON VISTA STREPITOSA
Al 7 km della Panoramica, poco dopo una chiesetta degli Alpini, s’incontra un sentiero segnalato (7) che sale al Santuario di San Bernardo, in cima al Monte Rubello (oggi chiamato San Bernardo). È una passeggiata facile e piacevolissima, solo mezzora di cammino, in parte all’ombra di una pineta, da fare anche in mountain bike. Il Santuario, è a poco più di 1400 metri di quota, ma sembra di essere sul tetto del mondo con lo sguardo che spazia a 360° dall’Appennino Ligure alle Alpi, alla Pianura Padana. In assoluto, uno dei punti più panoramici di tutta l’Oasi.

Il Santuario di San Bernardo in cima al Monte Rubello
4 FORMAGGI DI CAPRA: LA SOSTA GOLOSA
Proseguendo lungo la Panoramica, ecco un’altra visione spettacolare: la mole imponente del Monte Rosa, che si riconosce dalla Bocchetta di Margosio. Qui, oltre al magnifico panorama, c’è un altro motivo per cui far sosta: i formaggi di capra dell’Alpe Margosio. Cacio ricotta, caprino fresco e altri prodotti a latte crudo di un agriturismo e caseificio a conduzione familiare, che ha anche un bel chioschetto all’aperto dove potete far scorta dei formaggi, o fermarvi per un pranzo con taglieri e birre artigianali, godendovi la vista magnifica. Durante la bella stagione l’Alpe Margosio apre anche alle visite di chi vuole assistere alla mungitura, alla lavorazione del latte e vivere l’esperienza della vita d’alpeggio. 

5 BIELMONTE
Costruire dal nulla una stazione sciistica. La “montagna dei biellesi”, un luogo dove portare i bambini a sciare. Questo il sogno di Ermenegildo Zegna, all’origine di Bielmonte. Un sogno che si realizzò nel 1957, quando entrarono in funzione i primi impianti, fra cui la seggiovia Monte Marca. A monoposto, è ancora funzionante e sale all’omonimo rifugio a 1620 metri di quota. Il panorama che vi attende sulle terrazza assolata del rifugio è spettacolare, ma un’altra bella sorpresa è la cucina di Elena: fermatevi a pranzo e ordinate le “Sacocce di Fra Dolcino”, una sua specialità. E per tornare a Bielmonte, non abbiate timore di provare il Rolba Run, una pista di bob su rotelle, una discesa di 640 metri, tutta curve, divertentissima alternativa al ritorno in seggiovia. Un’altra idea per pranzare a Bielmonte: l’albergo ristorante Bucaneve, per l’ottima cucina dello chef Giuseppe Gallina, che propone anche piatti di pesce, inediti tra le montagne dell’Oasi. Un'ultima dritta per gli appassionati delle due ruote: allo Chalet Bielmonte si noleggiano le mountain bike, il mezzo più adatto per partire alla scoperta della dell'Alta Valsessera.
 

6 L’ALTA VALESESSERA
È l’area più selvaggia dell’Oasi Zegna, abitata da cervi, caprioli (e dal raro coleottero protetto Carabus olympiae), percorsa da sentieri per il trekking e per la mountain bike che conducono ad alpeggi, punti panoramici, siti archeo-metallurgici. Solo a piedi o con le due ruote dalla Valsessera ci si può spingere fino in Valsesia lungo una strada di 20 km che separa   Bocchetto Sessera dall'Alpe di Mera. Il territorio dell’Alta Valsessera rientra inoltre nei confini del Sesia Valgrande Geopark, uno dei 10 geoparchi italiani riconosciuti dall’Unesco: nell’estate 2018, gli appassionati possono esplorare la parte della Valsessera con i geologi e guide naturalistiche dell’Equipe Arc En Ciel (info: 015.0990725, 349.4512088, maffeo.geologo@gmail.com).

7 IL BOSCO DEL SORRISO
Gli alberi fanno bene alla salute. E ci rendono felici. È quello che si scopre nel Bosco del Sorriso, un percorso che parte dal Bocchetto Sessera, a circa metà della Panoramica Zegna, e s’inoltra nella Alta Valesessera. Lo ha progettato l’esperto di bioenergetica Marco Nieri, che ha studiato le piante della zona e indicato su cartelli disseminati lungo il sentiero gli effetti che larici, abeti, betulle e faggi hanno sul nostro sistema energetico e pisco-fisco. Influssi diversi a seconda del tipo di albero, che non solo si leggono ma si respirano e si vivono, lungo la facile passeggiata (4,6 km) con soste in piacevoli aree relax allestite con sedute in pietra e grandi libri in legno di cedro, con incise favole ispirate al bosco, meraviglia per i bambini.  
 

8 PASSEGGIATA ALLE TEGGE: LA STRADA DELL'ALPE ARTIGNAGA
Dal Bocchetto Sessera in un’ora di passeggiata lungo un sentiero (16) percorribile in mtb si sale a uno degli alpeggi più belli dell’Oasi: l’Alpe Artignaga sorprende con le sue caratteristiche baite, chiamate tegge, oggi ristrutturate, raccolte in un’ampia conca proprio sotto la mole della Cima delle Guardie. D’inverno la strada dell’Artignaga è una delle piste più amate dagli sciatori di fondo, che a Bocchetto Sessera hanno a disposizione numerosi tracciati.     
 
9 POLENTA IN BAITA. E BAGNO AL TORRENTE
Un autentico rifugio di montagna, a 1100 metri, in Alta Valsessera,
aperto da giugno a ottobre e animato da feste ed eventi tutta estate, settembre compreso. 24 i posti letto. In tavola, polenta e piatti tipici, dolci e pane fatto in casa. Il Rifugio Piana del Ponte si raggiunge percorrendo un sentiero per lo più in discesa, partendo dal Bocchetto Sessera, o lasciando l’auto alla Casa del pescatore e proseguendo a piedi, lungo il tracciato segnalato F10, che costeggia il torrente Sessera e arriva alla Piana del Ponte in 35 minuti di cammino. Per rinfrescarsi all'arrivo, vicino al rifugio si può fare il bagno al torrente,  in tre piccole piscine naturali.   

10 LA VALLE CERVO
Dal Bocchetto Sessera, la Panoramica Zegna scende verso questa valle, regalando suggestioni nuove. Il paesaggio cambia: si fa più aspro e spigoloso. Modellata dai ghiacciai e dal torrente da cui prende il nome, la Valle Cervo è l’unica del Biellese con caratteristiche alpine. Una montagna dura e grigia come le particolari rocce magmatiche che la caratterizzano, fra cui la sienite. Da visitare il borgo di Rosazza, per le sue architetture e l’alone di mistero legato alla presenza di simboli esoterici e massonici. 
 


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