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Il foliage all'Oasi Zegna, la poesia dei colori è una questione chimica

L'autunno è arrivato con le sue atmosfere sospese e i grandi silenzi. La guida naturalistica Alessandra Maffeo ci spiega il lato scientifico di questa grande trasformazione

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Passeggiare, fotografare, osservare cercando di distinguere i diversi comportamenti degli alberi. Accogliere i benefici influssi che le piante hanno sul nostro corpo, come ci insegna la Forest Therapy, lasciarsi invadere dalla calma che gli alberi ci infondono e abbandonarsi al ritmo della natura. Tutte attività che ci invitano a considerare il lato bello dell'autunno, stagione di passaggio, di trasformazione, con un fascino tutto.

Le settimane del foliage (termine derivato dall’americano fall, autunno), da metà ottobre a metà novembre, sono senza dubbio tra le più amate dai visitatori dell’Oasi Zegna. In questo periodo, infatti, il nostro territorio diventa magico per la tavolozza di colori che i boschi e le piante sono in grado di esprimere e per l’atmosfera magica, quasi sospesa, che si viene a creare quando si passeggia sotto le volte frondose che si colorano di giallo, arancio, rosso o marrone. Una bellezza che commuove anche per i silenzi particolarissimi che riscattano l’immagine stereotipata dell’autunno.

L’OASI ZEGNA: LUOGO IDEALE PER IL FOLIAGE
Per la sua conformazione naturale l’Oasi Zegna è un luogo ideale in cui ammirare il foliage. Lo dice il successo delle passeggiate che ogni anno OverAlp organizza nei luoghi più suggestivi del territorio. L’Oasi Zegna, infatti, vanta una varietà notevole di piante che colorano le montagne di tanti colori diversi. Ci sono poi luoghi, come il Bosco del Sorriso, in cui il verde di conifere come gli abeti (che sono piante sempreverdi) mette ancor più in risalto il fenomeno del foliage.

LE PASSEGGIATE: 24 APPUNTAMENTI
Quest’anno le uscite saranno 24, suddivise in sei weekend che in ottobre portano alla scoperta del Bosco del Sorriso (il 10 e 11, il 17 e 18, il 24 e 25) perché essendo più alto in quota (si trova a 1.400 metri) conosce prima i mutamenti cromatici degli alberi che si predispongono ad accogliere l’inverno. In quest’area, caratterizzata soprattutto dai faggi e dalle betulle prevalgono il rosso scuro, quasi bruno e il giallo. In novembre le guide naturalistiche conducono invece in Brughiera, a 800 metri, tra castagni, faggi, ciliegi, frassini e aceri selvaggi. Qui, nei weekend del 31 ottobre-1 novembre, 7-8 novembre e 14-15 novembre si ammira il rosso prepotente che attraverso varie sfumature diventa giallo. 

LA CADUTA DELLE FOGLIE: MECCANISMO DI AUTODIFESA

“Gli alberi sono intelligenti - spiega Stefano Maffeo, coordinatore di OverAlp - percepiscono l’arrivo dell’inverno. Con la discesa delle temperature, l’accorciarsi delle giornate, il variare dell’intensità luminosa, le piante, dopo aver cambiato colore delle foglie, le lasciano andare, cominciano a spogliarsi, perché sanno che, diversamente, la chioma, trattenendo la neve, diventerebbe un pericolo per le branche e per la stabilità del fusto”.  

LA SCIENZA DEI COLORI

“La caduta delle foglie - spiega Alessandra Maffeo che è laureata in scienze naturali e che, come il fratello, lavora in OverAlp in qualità di guida - è po’ come il letargo per gli animali, una questione di risparmio energetico”. La spiegazione scientifica del fenomeno è un dato importante delle uscite organizzate con le guide di OverAlp. “Ciò che stupisce le persone - spiega Alessandra Maffeo - è il fatto che sia la pianta stessa a decidere di fare questo sacrificio attivando una serie di enzimi che tagliano il picciolo delle foglie. La fotosintesi, responsabile del colore verde delle foglie, è un processo chimico troppo dispendioso in stagioni difficili come l’autunno e l’inverno, motivo per cui la pianta decide di andare al risparmio e di mettere da parte tutte le riserve nelle radici”. Col venir meno della fotosintesi, quindi della produzione della clorofilla, viene a mancare il colore verde ed emergono tinte già presenti ma non visibili, come il giallo, l’arancio e il rosso, che sono dovute a pigmenti come i carotenoidi e gli antociani”. L’intensità del foliage (e anche la durata) varia di anno in anno, perché dipende dalla condizione climatica dell’estate e dalla velocità con cui arriva il freddo. “Se arriva all’improvviso - spiega ancora l’esperta - la pianta accelera il processo e il foliage diventa meno evidente”. 

IL MOMENTO IDEALE PER FOTOGRAFARE

Ma al di là della spiegazione scientifica che, pure affascina, perché ci dà una grande lezione di resilienza, è l’atmosfera che colpisce e ammalia. Lo conferma il fatto che l’hashtag #foliage sia uno dei più utilizzati su Instagram. E ce lo dice anche il fatto che il turismo del foliage, nato in Canada grazie allo spettacolo degli aceri, è in crescita anche da noi perché è una modalità perfetta per scoprire il territorio, sia che si ami il trekking, la fotografia, la botanica o, semplicemente, che si desideri fare una gita nella natura durante la quale i cani sono ben accolti.

L’AUTUNNO A TAVOLA

Di tutto rispetto è poi il tema gastronomico. La stagione autunnale, infatti, con i primi freddi ci dà spunti infiniti a tavola. Castagne, funghi, polenta: i ristoranti e gli agriturismi dell'Oasi Zegna aspettano i visitatori per gustosi pranzi preparati con i prodotti del territorio. Dopo le passeggiate provate le specialità dell'albergo ristorante Il Bucaneve, dell'agriturismo Cascina il Faggio, del ristorante Il Castagneto, della Locanda Bocchetto Sessera. Resterete soddisfatti.
Riferimenti e informazioni
Overalp
(Bi)
+39.015.0990725 - 349 6252576
overalp@overalp.com    
 

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